Inaspettato

La notte prima avevo sognato di piangere per vigliaccheria. Non ricordo molto, solo lo sguardo fiero e orgoglioso di mia madre che guardava pietosamente giù verso di me. Piangevo, non volevo fare quello che avrei dovuto fare. Ricordo perfettamente il viso contorto in una smorfia incontrollabile e le lacrime che strisciavano fuori come vermi.  E poi il risveglio.

Quel pomeriggio successe tutto molto di fretta. Aiutavo mio fratello a fare i compiti, come ogni pomeriggio. Era inverno e il buio fuori aveva già preso il sopravvento. Eravamo in cucina, il tavolo pieno di quaderni e libri, oltre che penne e matite. Eravamo soli in casa, non sapevo neanche dove fossero gli altri.

Vidi qualcuno muoversi nel corridoio con la coda dell’occhio. Girai di scatto la testa verso destra per vedere chi fosse. E spalancai gli occhi dalla sorpresa. Un ragazzo asiatico era lì in piedi e ci guardava. Era alto, vestito di scuro, occhi e capelli neri. Non aveva né armi né altro. Sentii la paura iniziare a scorrermi tra le vene. Era uno sconosciuto entrato in casa chissà come, cosa potevo fare ora?

Gli chiesi chi fosse e cosa volesse. Lo minacciai dicendogli che avrei chiamato i carabinieri o urlato per mandarlo via. Mi guardò senza espressione, quasi come se non esistessi.

Mio fratello iniziò a piangere e lui se ne accorse. L’uomo spostò lo sguardo dal nulla verso di lui seduto al tavolo con ancora la penna in mano. Poi fece un passo in avanti e lì capii che avrei dovuto fare qualcosa per proteggere il piccolo.

Mi fiondai contro lo sconosciuto. Iniziai a prenderlo a pugni sull’addome. Mi scaraventò con una sola mano verso l’alto. Sbattei la schiena contro il soffitto e caddi per fortuna su uno dei divani. Non esitai oltre e mi buttai ancora contro di lui. Saltai sulla sua schiena e iniziai a colpirlo in testa. Lo stordii per pochi secondi e ne approfittai per farlo cadere vicino la cristalliera. Corsi verso un cassetto e presi un coltello che sapevo essere affilato. Non so chi o cosa mi dette la forza di farlo, ma vidi che lo sconosciuto era ancora lì a terra con l’addome rivolto verso il basso. Affondai il coltello decine e decine di volte. Piansi mentre lo facevo. Vedevo il sangue fuoriuscire a fiotti, ma la lama non era minimamente ostacolata da quella carne ormai squarciata. Non riuscivo più a fermarmi, volevo essere sicura che non fosse più una minaccia.

Dopo non so quanto tempo, l’adrenalina diminuì un po’. Respiravo affannosamente, ero stanca per lo sforzo e lo spavento. Mi sembrava tutto finito ora. Mi venne in mente quel sogno avuto la notte prima e mi rallegrai amaramente di come fosse stato in qualche modo premonitore ma al tempo stesso completamente irreale. Sorrisi mentre le lacrime continuavano a cadere.

Poi il terrore e il panico riaffiorarono e mi colpirono come un cavallo impazzito. L’asiatico si rialzò come se avesse soltanto dormito. Ancora senza espressione, ancora con l’intento di far del male a mio fratello. Non potevo permetterglielo. Mai.

Non trovai di meglio che una bottiglia di alcol etilico lì vicino. La presi e iniziai a spruzzargliela negli occhi. Lo presi in pieno, ma non si mosse di un millimetro. Mi prese la testa con la mano destra e iniziò a sbatterla ripetutamente contro la cristalliera spaccando il vetro e rompendo il legno. Mentre mi frantumava la testa, lo sconosciuto parlò: “Io… sono… immortale!”.

Smise, ma non sentii dolore in quel momento. Forse l’adrenalina aveva ripreso a scorrermi per le vene. La vista mi si annebbiò anche a causa delle infinite lacrime e del sangue che scorreva giù sul viso. Vidi ancora mio fratello seduto al tavolo, probabilmente la paura l’aveva bloccato lì. Vidi la figura avvicinarsi a lui. Avrei voluto gridare, fare qualcosa. Sussurrai solo un ti voglio bene.

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4 risposte a Inaspettato

  1. Des Esseintes ha detto:

    E questi racconti tanto bellini da dove escono?? E io devo scoprire questi “tesoretti” così, senza che tu me ne abbia fatto parola? Mooooooolto male! 😀 Non so se ti perdono!

    • Lin ha detto:

      Waaa mi hai scoperto. E io che speravo di tenerti all’oscuro di tutto! 😛 Ma comunque, sono più o meno quelli che ho postato sul forum… Non un granchè, debbo dire. Son contenta però che tu li abbia definiti “bellini”. Lo apprezzo. Vedi di passare più spesso! 😉

      • Des Esseintes ha detto:

        Tu scrivi tutto quello che ti passa per la testa che io mi leggo ogni cosa! 😀
        Non occorre che siano solo racconti, anche pensieri/riflessioni su qualsiasi argomento! 😀 🙂

      • Lin ha detto:

        Eh, non lo so. A scrivere riflessioni e pensieri non mi trovo a mio agio! Vedi anche di commentare comunque! 😛 😀

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